Studio della fertilità

Ormone antimulleriano

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Uno degli studi più utili per la valutazione della fertilità femminile è quello relativo ai livelli dell’ormone antimulleriano. Nonostante questo sia presente sia negli uomini che nelle donne, oggi nel blog di Fertilab ci concentreremo sul mondo femminile, in modo che tu possa avere una visione d’insieme sull’argomento e capire come la misurazione di questo ormone può esserti d’aiuto nel tuo percorso per diventare mamma.

 

  1. Ormone antimulleriano: cosa è?

L’ormone antimulleriano (AMH) è una glicoproteina prodotta sia dal corpo femminile che da quello maschile e riveste un ruolo di fondamentale importanza nel processo di differenziazione sessuale durante lo sviluppo dell’embrione.

Nei maschi questo ormone viene prodotto fino ai due anni di età, per poi decrescere progressivamente fino alla pubertà, perseguendo un duplice obiettivo: esso infatti inibisce lo sviluppo degli organi riproduttivi femminili e nel contempo stimola lo sviluppo di quelli maschili.

Nelle femmine invece, proprio per favorire lo sviluppo degli organi riproduttivi femminili, questo ormone è presente in quantità ridotta di fino alla pubertà: da questo momento infatti le ovaie iniziano a produrre elevate quantità di AMH per tutta la durata dell’età fertile. Sarà poi la menopausa a determinare la netta riduzione della concentrazione di questo ormone.

 

  1. Perché è importante misurare il livello di questo ormone?

L’esame per la misurazione dell’ormone antimulleriano avviene semplicemente mediante prelievo di sangue venoso, e di norma viene prescritto per l’accertamento della menopausa o in caso di difficoltà di concepimento. Nonostante ciò, poiché i livelli di questo ormone si riducono al diminuire dei follicoli, può essere considerato come un indicatore della riserva ovarica, vale a dire il numero di ovociti presenti.

La misurazione dei livelli di AMH permette infatti di valutare nel contempo la funzionalità e la fertilità ovarica, due informazioni particolarmente importanti per le donne che intendono ricorrere a processi di fecondazione assistita.

Oltre a ciò, come dimostrato da molteplici studi, la misurazione dell’ormone antimulleriano può essere fondamentale ai fini della diagnosi di patologie ovariche tumorali e della sindrome dell’ovaio policistico.

 

  1. Qual è livello normale dell’ormone antimulleriano?

Per poter capire quale sia il livello ottimale di concentrazione di AMH è prima di tutto fondamentale tenere presente che la condizione della “normalità” viene influenzata dall’età e dal sesso del soggetto.

Inoltre i range di valori variano da laboratorio a laboratorio, per cui necessario prestare attenzione ai valori di riferimento utilizzati da uno specifico centro di analisi.

Tenendo conto di queste differenze, il valore che attesta una riserva ovarica in condizione di normalità è pari a 1 ng/ml. Invece valori inferiori a 0.2 ng/ml indicano una scarsa riserva ovarica mentre, nel caso opposto, valori prossimi a 0.1 ng/ml sono tipici della menopausa.

 

  1. Il rapporto tra ormone antimulleriano e fertilità

Come abbiamo detto, la misurazione dei livelli di AMH permette di valutare la funzionalità e la fertilità ovarica, per cui è bene indagare la concentrazione di questo ormone.

Qualora dall’analisi emergano valori bassi, questi possono indicare due diverse condizioni: la menopausa o l’insufficienza ovarica. In questa seconda ipotesi sarà particolarmente difficile restare incinta, per cui il ricorso alla riproduzione assistita potrebbe essere l’unica soluzione, nonostante non sia sempre praticabile.

Ora conosci l’importanza dell’ormone antimulleriano e il ruolo cruciale che potrebbe avere nel tuo percorso verso la maternità.

 

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