La fecondazione in Vitro (FIV) è la tecnica di riproduzione assistita nella quale l’unione degli ovuli e degli spermatozoi avviene in laboratorio (da cui il nome “in Vitro”) per arrivare a ottenere embrioni che verranno trasferiti in utero qualche giorno dopo. Se si produce la gestazione, questa evolverà in modo naturale come qualsiasi altra gravidanza.

L’embrione ha bisogno di essere incubato nell’ambiente adeguato per potersi sviluppare (temperatura, oscurità, osmolarità, pH e nutrienti di base). Nel Laboratorio di Riproduzione assistita ed Embriologia di Fertilab, facciamo in modo che l’ambiente sia il più simile possibile a quello che si troverebbe nelle tube di Falloppio se la fecondazione avvenisse “in vivo”. Il terzo giorno l’embrione, che ancora non ha iniziato a differenziarsi, inizia ad avere 8 cellule. Ciascuna cellula contiene la stessa informazione genetica ed è cosiddetta totipotente. È a partire da questo momento che gli embrioni necessitano di altre sostanze e altri fattori di crescita, e per questo è il momento migliore per trasferirli in utero.

Abitualmente la FIV si accompagna a un trattamento ormonale per stimolare lo sviluppo di più di un ovulo. Idealmente, tentiamo di conseguire la crescita di circa 8-10 follicoli tra entrambe le ovaie. In questo modo aumenteranno le possibilità di ottenere un embrione idoneo per l’impianto. 

Passaggi

1. Stimolazione ormonale
2. Recupero di ovuli: puntura follicolare transvaginale
3. Laboratorio di FIV ICSI
4. Fecondazione convenzionale (FIV classica)

Stimolazione ormonale

Il trattamento di stimolazione ormonale utilizzato per la FIV richiede abitualmente maggiori dosi che nel caso dell’inseminazione, dal momento che si tratta di ottenere una maggiore risposta ovarica. Tuttavia, un numero eccessivo di ovuli può peggiorare il tasso di impianto embrionale, dato che la iperestrogenonemia che lo accompagna è pregiudiziale per la ricettività del endometrio. Pertanto, l’obiettivo ideale è ottenere un numero intermedio di ovuli che assicurino la fecondazione e la successiva selezione embrionale, ma che non pregiudichino l’impianto.

Una adeguata stimolazione ormonale, convenientemente personalizzata, controllata mediante ecografia e livelli plasmatici di estradiolo, sarà di importanza chiave per il successo della tecnica. In Fertilab, adeguiamo la stimolazione a ciascuna donna e a ciascun ciclo.

Recupero di ovuli: puntura follicolare transvaginale

Il recupero di ovuli o puntura follicolare consiste in un procedimento chirurgico ambulatoriale, che si realizza per via vaginale e guidato da ecografia. Per realizzare la puntura follicolare transvaginale si accoppia la sonda ecografica a una guida attraverso la quale passerà l’ago. Si realizza la puntura di ciascuno dei follicoli ovarici aspirando il contenuto liquido e l’ovulo che fluttua al suo interno. Durante il processo di aspirazione i tubi di raccolta del liquido follicolare vengono mantenuti a temperatura costante di 37 °C all’interno di un blocco termico.

Il procedimento dura tra i 15 e i 20 minuti e si realizza sotto sedazione anestetica, con il massimo del comfort e della sicurezza per la paziente. Di solito il recupero è rapido e la paziente lascia la clinica dopo 2-3 ore. Il tasso di complicanze è minimo.

La puntura follicolare si effettua in sala operatoria, dal momento che richiede condizioni di sterilità e l’uso di anestesia. In Fertilab, comunque, la sala operatoria viene utilizzata esclusivamente per i trattamenti di fertilità. L’ambiente è sano, rilassato e accogliente, e viene molto apprezzato dalle nostre pazienti.

Una volta in laboratorio, se sono stati trovati gli ovuli, la coppia dovrà raccogliere il campione di seme.

Laboratorio di FIV ICSI

Sotto il microscopio, le embriologhe cercano gli ovuli che nuotano all’interno dei follicoli. Gli ovuli sono le cellule più grandi del corpo umano e si possono osservare con facilità. Si lavano per eliminare le emazie e si conservano in mezzo di coltura.

Si selezionano gli spermatozoi mediante il procedimento a gradienti di differenti densità. Occorrono pochi spermatozoi, ma della migliore qualità possibile. Per questo – e in Fertilab insistiamo molto su questo aspetto – raccomandiamo di consegnare il campione dopo pochi giorni di astinenza sessuale (tra i 2 e i 3 giorni, mai più di 3) dal momento che all’aumentare dei giorni di astinenza aumenta anche la quantità di spermatozoi con DNA frammentato.

Esistono due tecniche per fecondare ovuli:

Fecondazione convenzionale (FIV classica)

Si mettono in incubazione gli ovuli con una concentrazione di spermatozoi mobili di 200.000/ml perché vengano fecondati in modo spontaneo e naturale. In casi di fattore maschile severo o per fallimento di fecondazione in un ciclo di FIV previo, non si realizza questa tecnica e si micro-iniettano tutti gli ovuli.

Microiniezione spermatica intracitoplasmatica (ICSI)

Si seleziona uno spermatozoo mobile per ciascun ovulo maturo e mediante una micropipetta e tecniche di micro manipolazione, lo spermatozoo viene depositato all’interno del citoplasma dell’ovulo. Si utilizza in fattori maschili severi, quando la concentrazione di spermatozoi è molto bassa oppure gli spermatozoi non presentano una mobilità adeguata.

In Fertilab, sempre che sia possibile, tentiamo di fecondare gli ovuli con entrambe le tecniche per avere più possibilità di attuazione e di successo.

Il giorno successivo alla puntura potremo valutare quanti ovuli siano stati fecondati correttamente osservando la presenza di pronuclei. In ciascun pronucleo si trova la metà dell’informazione genetica della donna e dell’uomo. Trascorso un giorno si saranno suddivisi e potremo valutare la qualità embrionale. In questo momento, l’embrione dovrà avere 4 cellule. Al terzo giorno dopo la puntura, gli embrioni dovranno avere 7-8 cellule. Gli embrioni si classificano a seconda del numero di cellule, della frammentazione, del ritmo di divisione, della presenza di nuclei e di altri parametri, in una scala che va da 1 a 10 e in un’altra che ha quattro categorie (A, B, C e D). A migliore qualità embrionale corrispondono maggiori possibilità di impianto.

Sviluppo embrionale e coltura fino alla fase di blastocisti

Trasferimento embrionale

Test di gravidanza: la “betaespera”

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